Lo sguardo è deciso. Le idee in testa molto chiare. Vadim Obukhov, ventotto anni da compiere il prossimo novembre, è una di quelle persone che sa che cosa vuole. Ha l'intelligenza di sottolineare che non può essere certo di raggiungere gli obiettivi che si è prefisso, ma è molto sicuro di sé.
Il Santa Maria ha deciso di puntare su di lui in vista del prossimo campionato di Promozione. Lui sarà uno dei volti nuovi del torneo anche se per molti versi nel levante ligure è un personaggio abbastanza noto.
Vadim, infatti, è da due stagioni che attende di poter scendere in campo in Italia. Ci ha provato prima con il Rivasamba, poi con il Real Deiva. In entrambi i casi non è stato fortunato, nel senso che ragioni burocratiche (visti, permessi e via dicendo) gli hanno impedito di poter essere tesserato.
Ora tutto sembra poter andare a posto. E Obukhov ha iniziato la preparazione con il Santa Maria. Il tecnico Alessandro Oggiano lo conosceva dai tempi in cui era vice allenatore del Rivasamba. Vuole dargli una chance. E Vadim vuole coglierla al volo.
“Sono russo, di Mosca – dice in un ottimo italiano -. Con la mia famiglia ad un certo punto ci siamo trasferiti in Israele. Ho sempre avuto la passione per il calcio. E me la cavavo pure”. Vadim racconta che sulle sue tracce c'erano club come Lokomitv Mosca e Makkabi Tel Aviv. La trattativa era molto avanzata. Un grave infortunio, però, lo blocca.
I contatti sfumano, ma Vadim non perde la passione per il calcio. Due anni fa la svolta: decide di venire in Italia. “Per studiare fisioterapia e per giocare a calcio – dice -. Ho cercato su internet un po' di squadre dilettantistiche. Ho trovato il Rivasamba, mi piaceva. E da lì sono sempre rimasto in zona”.
Purtroppo senza giocare. “La burocrazia non me lo ha permesso – spiega l'attaccante -. Ma ora le cose stanno andando a posto. E sono pronto a fare la mia parte”.
Ma dove vuole arrivare Vadim Obukhov? L'attaccante ha le idee chiare. “Potenzialmente sono un giocatore da Lega Pro 1 – assicura -. Però questo è un discorso relativo. Perchè sono stato fermo due anni: sessanta partite sono tante. Diciamo che sono curioso anche io di vedere come sarà il mio ritorno in campo. Però se tutto andrà bene so di valere di più della Promozione. E l'anno prossimo vorrei giocare in serie D oppure in una squadra che punta a vincere l'Eccellenza. No, non credo di esagerare. Ci sono miei ex compagni di squadra che in Svizzera guadagnano bene. Non mi sono mai sentito inferiore a loro. Per questo sono convinto di potercela fare anche io”.
Intanto dal Santa Maria Obukhov percepisce solo un rimborso spese. “Va bene così, da qualche parte bisogna pure iniziare – dice -. Ringrazio il mister e la società. Ora devo pensare solo a raggiungere il prima possibile il massimo della forma. Quanti gol prometto? No, non faccio previsioni. Dico solo che a me piace sempre giocare per vincere. Ma voglio mettermi al servizio della squadra. Voglio provare a fare strada, ma so che nel calcio il mio ego devo metterlo da parte e pensare ad essere un aiuto per i miei compagni”.

