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PALLANUOTO | 16 maggio 2017, 16:08

Teresa Frassinetti appende la calottina al chiodo

“E' quasi un anno che mi porto dentro questa decisione, tanto che dopo la rinuncia alla Nazionale avevo detto che questa sarebbe potuta essere la mia ultima stagione agonistica. Ci ho pensato a lungo e da qualche mese ho capito che era giusto smettere ora"

Teresa Frassinetti appende la calottina al chiodo

Non ci sarà più un pallone da inseguire nel futuro di Teresa Frassinetti.

Dopo oltre 15 anni di partite e grandi successi, la campionessa ligure ha preso la decisione più difficile, quella con cui ogni atleta prima o poi si deve confrontare: scrivere la parola fine alla propria carriera agonistica.

Nonostante una carta d'identità ancora verde per una pallanuotista e i molti consigli di chi nelle scorse settimane le suggeriva di cambiare idea, Teresa è andata dritta per la sua strada, dimostrando ancora una volta di possedere quella caparbietà che, assieme ad altre doti, le ha permesso di diventare una delle giocatrici più importanti del movimento italiano dell'ultimo decennio: “In tanti mi dicono che potrei continuare – afferma l'ormai ex centroboa del Bogliasco Bene – ho solo 31 anni e avrei la possibilità di giocare ad alti livelli ancora per diverso tempo. Ma ormai ho deciso e non torno indietro. Voglio dedicarmi ad altre cose: al lavoro, a costruirmi una famiglia, a svolgere al meglio la carica di vicepresidente della Federnuoto affidatami lo scorso autunno. Sì, il momento è quello giusto”.

Una scelta di vita, insomma. Soppesata e ponderata per mesi. Come quella annunciata lo scorso agosto di lasciare la calottina del Setterosa dopo l'argento olimpico conquistato a Rio: “E' quasi un anno che mi porto dentro questa decisione – ha rivelato la campionessa recchelina – tanto che dopo la rinuncia alla Nazionale avevo detto che questa sarebbe potuta essere la mia ultima stagione agonistica. Ci ho pensato a lungo e da qualche mese ho capito che era giusto smettere ora. Però non ho voluto manifestare la mia intenzione a nessuno. Volevo vivere queste ultime gare serenamente e con la testa libera e permettere alle mie compagne di fare altrettanto. Peccato non aver chiuso con una vittoria del Bogliasco. Ma eravamo una squadra giovane che in questi anni ha fatto una grandissima crescita. Sono certa che non faranno fatica a raccogliere soddisfazioni in futuro”.

Quello che Teresa si lascia alle spalle è un curriculum sportivo da far invidia a gran parte dei colleghi: tre scudetti, due Euro Lega, una Coppa Len, due supercoppe europee, due coppe Italia. Da Firenze a Bogliasco, passando per Rapallo e Recco, la sportiva ligure dell'anno 2016 è stata capace di alzare trofei a ripetizione, in ognuna delle quattro piazze nelle quali si è esibita. Un palmares arricchito dalle medaglie collezionate in giro per il globo con il Setterosa, selezione con la quale ha conquistato, oltre al secondo posto di Rio, un argento in Coppa del Mondo e un bronzo ai mondiali 2015, oltre ad essere salita su tutti e tre i gradini del podio europeo in altrettante edizioni della competizione continentale. Eppure, nonostante i tanti successi, da perfezionista qual è nel cuore della centroboa c'è pure spazio per qualche rimpianto: “Per come sono fatta – spiega – ogni tanto mi tornano alla mente molte situazioni nelle quali avrei potuto far meglio o agire diversamente. Tutto sommato però posso ritenermi soddisfatta del mio percorso. Ogni passo che ho fatto, anche quelli sbagliati, ogni persona incrociata nella mia carriera, anche quelle con cui ho legato meno, mi hanno in qualche modo arricchita e sono state fondamentali per la mia crescita sportiva e personale. A tutti loro, oggi, va il mio ringraziamento”.

La calottina biancazzurra del Bogliasco resterà quindi l'ultima indossata da Teresa. Giunta alla Vassallo il 9 settembre 2014, la vicecampionessa olimpica ha contribuito a portare ai vertici della pallanuoto nazionale una formazione giovane ed ambiziosa. Nei suoi tre anni bogliaschini, assieme alle compagne, ha trascinato la squadra tra le prime quattro società italiane, conquistando una storica Coppa Italia e un'incredibile qualificazione europea: “Un po' d'esperienza ce l'ho – afferma ancora – e credo di poter dire senza retorica che qui ho trovato davvero una grande famiglia, come raramente mi era capitato in passato. Arrivai a Bogliasco quasi per caso, facendo una scelta che alcuni definirebbero di comodo. Il mio rapporto con il Rapallo si era ormai esaurito e nonostante le molte proposte preferii non allontanarmi troppo da casa, accettando l'offerta di Mario (Sinatra) e Claudio (Gavazzi). Fin da subito, però, tutto l'ambiente mi fece capire che la mia scelta fu quella giusta. Qui sono sempre stata coccolata e portata in palmo di mano da tutti, anche quando non lo meritavo. In questi tre anni, c'è sempre stato chi ha speso una buona parola o un gesto carino nei miei confronti. Cose banali per qualcuno ma non per me che le ho apprezzate veramente”.

Ora che il suo rapporto con la pallanuoto si trasferirà dall'acqua alla scrivania, dove ricoprirà il ruolo di vicepresidente federale, Teresa vuole dare un consiglio alle giovani atlete che vorrebbero seguire la sua strada: “Nello sport il talento e la passione sono fondamentali per fare bene. Ma da soli non bastano. Ad un certo punto della tua carriera serve altro. Ci vuole determinazione, costanza ed equilibrio. Solo così puoi arrivare in alto ma questo è l'aspetto più difficile da raggiungere. Io dalla pallanuoto ho ricevuto molto, ma altrettanto è ciò che ho dato. I giovani sappiano che senza sacrifici non si ottiene nulla”.

Per Teresa il tempo di inseguire un pallone è finito, ora i suoi traguardi sono altri. E allora buona vita campionessa, Bogliasco sarà sempre orgogliosa di averti avuta come sua portacolori. Ti auguriamo di ricevere fuori dall'acqua le stesse soddisfazioni raccolte in vasca. E conoscendoti siamo sicuri che non farai fatica ad ottenerle.

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