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ALTRI SPORT | 22 maggio 2020, 07:00

Come sono cambiate le nostre abitudini di shopping durante il coronavirus

Il primo grande trend a cui abbiamo assistito nel corso dello primo scorcio 2020 è l’esplosione del commercio elettronico

Come sono cambiate le nostre abitudini di shopping durante il coronavirus

Il nuovo coronavirus – è, purtroppo, noto – ha apportato dei profondi cambiamenti nel modello di shopping degli italiani. E, marketer, appassionati e operatori, si domandano ora se queste significative variazioni siano destinate a rimanere nel tempo, in modo consolidato, anche una volta che l’emergenza sanitaria sarà dichiarata conclusa (speriamo, molto presto).

Ebbene, la risposta che sta emergendo in queste settimane sulla base di un crescente numero di studi è positiva: tutto lascia presagire – in altri termini – che quanto accaduto negli ultimi mesi abbia definitivamente mutato le abitudini di consumo delle famiglie italiane. Ma come?

Spicca la preferenza sui canali online

Il primo grande trend a cui abbiamo assistito nel corso dello primo scorcio 2020 è l’esplosione del commercio elettronico. I dati dell’Osservatorio Netcomm, svelati in occasione del Netcomm Forum Live organizzato in streaming dallo stesso Consorzio del commercio digitale italiano, rivelano infatti come nei primi quattro mesi del 2020 siano stati 2 milioni di nuovi consumatori digitali, ovvero quelle persone che, per la prima volta, si sono affacciate al mondo del commercio elettronico, portando il numero degli shopper online della Penisola da 27 a 29 milioni di unità.

Si tratta di un balzo in avanti sorprendente, spinto – evidentemente – dalle necessità del coronavirus, e in grado di triplicare i ritmi che si erano verificati nel pari periodo del 2019, quando nei primi quattro mesi dell’anno si erano avvicinati al mondo del commercio elettronico “solo” 700 mila persone in più.

Un contesto sempre più diversificato

Oltre al dato quantitativo complessivo che, evidentemente, spicca su tutti, a prevalere è anche l’impressione di una gradevole diversificazione del modello di business e di consumo.

Gli esempi non mancano di certo. Basti considerare il fatto che oggi giorno sempre più operatori si sono avvicinati al commercio elettronico, e molti che già presidiavano questo settore hanno ottenuto un crescente successo dal canale digitale, tanto da dover rafforzare il proprio servizio di logistica. Amazon ha fatto scuola, certo, ma dalla cannabis light di CBDexpress ai negozi di abbigliamento o alle farmacie online, l’elenco è davvero lungo.

Una seconda tendenza di diversificazione all’interno di questo business model è poi legato al modo con cui le imprese stanno entrando in contatto con i consumatori. La consegna a domicilio è certamente uno dei modelli più graditi ma… non è affatto l’unico. Si pensi, per esempio, alla crescita di utilizzo del servizio di click and collect, che permette al cliente di ordinare un prodotto online e di ritirarlo in negozio o in altro luogo, e che nei primi quattro mesi dell’anno è cresciuto del 350%. Oppure, si pensi al commercio di prossimità, che ha creato una interessante sinergia tra i grandi operatori del commercio elettronico e i piccoli negozianti.

Insomma, il coronavirus sembra aver cambiato per sempre il modo di acquistare, ricevere e consumare i prodotti, aprendo nuove opportunità a chi ha l’ambizione e la capacità di poter cavalcare il nuovo che è già avanzato…

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