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ALTRI SPORT | martedì 01 agosto 2017, 11:04

Ciclismo, il sogno di Luca Raggio è realtà

Il ventiduenne di Coreglia Ligure la prossima stagione correrà tra i professionisti, difendendo i colori della Wilier Triestina Selle Italia. Un levantino tra i "pro" mancava dal secondo dopoguerra, dall'epoca di Angelo Brignole di Borzonasca

Luca Raggio, in una foto tratta dal suo profilo facebook

Luca Raggio riscrive la storia del ciclismo locale. Grazie al ventiduenne di Coreglia Ligure il pedale levantino tornerà infatti ad avere, nella prossima stagione agonistica, un corridore professionista, come non accadeva addirittura dal secondo dopoguerra.

Per Raggio i prossimi saranno gli ultimi mesi da Dilettante, nella categoria Under 23, indossando la casacca della Viris Maserati Vigevano, di cui difende i colori anche il diciannovenne chiavarese Marco Murgano, dopodiché arriverà per lui il momento di approdare al team professional toscano Wilier Triestina Selle Italia, con cui Luca si appresta ad effettuare uno stage già nelle prossime settimane, partecipando alla Tre Valli Varesine e al Giro dell’Emilia.

Con la Nazionale giovanile prenderà invece parte a metà agosto, in Francia, al Tour de l’Avenir, una sorta di Tour de France riservato alle promesse del ciclismo internazionale.

<Diventare professionista - sono le prime parole pronunciate da Luca subito dopo aver firmato il contratto con la Wilier Triestina Selle Italia - sembrava per me un sogno irraggiungibile, ma non ho mai smesso di crederci. L’ho inseguito, cercato e voluto con tutto il cuore e con tutte le mie forze. E un grazie sincero voglio rivolgerlo a tutti coloro che hanno creduto in me, ancor di più di quanto non ci abbia creduto io stesso>.

Raggio ha iniziato a gareggiare in bici relativamente tardi, all’età di quindici anni, nel 2010, quando era già Allievo, in forza al Gruppo sportivo Levante, dove fu scoperto dal team manager Andrea Levaggi, che lo vide pedalare per la prima volta in sella ad una city bike e che ora non fatica ad ammettere come Raggio rappresenti, per lui, dirigente, il suo <orgoglio più grande>.

Scalatore, decisamente adatto alle corse a tappe (quest’anno decimo assoluto e secondo degli italiani al Giro d’Italia Under 23), Raggio si è fatto notare, nel corso di quest’anno, e non solo, per il rendimento assai costante (nel 2017 si è imposto al Giro della Provincia di Biella e al Trofeo Matteotti, guadagnandosi anche la convocazione per prendere parte al Tour of the Alps, l’ex Giro del Trentino, con la Nazionale guidata dal commissario tecnico Davide Cassani).

Ora è pronto ad approdare tra i “pro”, dove cercherà di ripercorrere le orme di alcuni grandi corridori levantini dall’illustre passato, come il sestrese Luigi “Cinin” Cafferata, che negli anni Trenta partecipò per tre volte al Giro d’Italia, vinse un Giro del Piemonte, con tanto di ascesa record sul Colle del Sestriere, e fu anche capace di mettersi in luce durante una Milano-Sanremo.

Nel Dopoguerra brillò invece la stella di Angelo Brignole di Borzonasca, cresciuto nell’Aurora Chiavari, sesto nel Giro d’Italia del 1948 e protagonista, l’anno successivo, della trionfale spedizione azzurra al Tour de France, vinto da Fausto Coppi davanti a Gino Bartali. Dall’Aurora Chiavari fu lanciato anche Renato Ponzini, originario della Val di Taro, che passò professionista con un’altra maglia negli anni Cinquanta.

Doveroso ricordare anche il casarzese Alberto Massucco, autentico big tra i Dilettanti (terzo ai Mondiali di categoria), prematuramente scomparso nel 1979, in seguito a un tragico incidente stradale, prima di diventare professionista.

Fonte: Il Secolo XIX - edizione Levante - del 1° agosto 2017

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