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ATTUALITA' | venerdì 31 agosto 2018, 11:39

Internet in pericolo a causa del cambiamento climatico

Tutto quello a cui siamo abituati potrebbe scomparire nell’arco dei prossimi decenni.

Tutto quello a cui siamo abituati potrebbe scomparire nell’arco dei prossimi decenni. La realtà quotidiana come oggi la consociamo e di cui il web ne rappresenta il circuito nervoso, potrebbe essere messa in serio pericolo dal cambiamento climatico. L’aumento del livello degli oceani, secondo una ricerca effettuata dalla University of Oregon e dalla University of Wisconsin–Madison  metterà in pericolo le attuali infrastrutture, in particolare i cavi in fibra ottica e gli hub di smistamento della rete. Le aree costiere saranno quelle maggiormente interessate con città come Seattle, Miami e New York che vedranno parti del loro tessuto urbano sommerse dalle acque.

Un simile scenario non è fantascienza, ma il risultato dello studio condotto da Ramakrishnan Durairajan, Carol Barford e Paul Barford che hanno confrontato le proiezioni del NOOA (National Oceanic and Atmospheric Administration) con la mappa della struttura della rete su scala mondiale estrapolata dai dati del sito Internet Atlas. Il risultato si è rivelato tutt’altro che rassicurante. Già un primo assaggio di ciò che potrebbe accadere si è verificato con gli scenari catastrofici e drammatici seguiti al passaggio degli uragani Sandy e Irma, avvenuti rispettivamente nel 2012 e nel 2017. In entrambi i casi i cavi in fibra ottica se pur concepiti per resistere all’acqua, non hanno però sopportato il lungo periodo di immersione conseguente alla devastazione. In particolare nel caso di Irma, la città di New York è stata vittima di un black-out della Rete con ha provocato disagi notevoli sia dal punto di vista economico che sociale.

La nostra intera vita quotidiana è infatti basata sull’infrastruttura invisibile e pervasiva di Internet. Pensiamo solo alle implicazioni di un black-out nel settore del trasporto aereo. Un collasso del sistema avrebbe conseguenze disastrose sulla sicurezza dei passeggeri, sul trasporto delle merci e metterebbe in ginocchio la moderna società dei trasporti che tanto dipende dalla rete. Per non parlare del settore milionario dell’intrattenimento. Le ripercussioni del cambiamento climatico di cui abbiamo parlato dovrebbero essere un potente campanello di allarme per tutte quelle piattaforme che offrono servizi di streaming. Il pensiero va allora a colossi come Prime Video la cui offerta di contenuti video on demand si basa sull’efficienza di quelle stesse reti che appaiono oggi così fragili di fronte alle forze della natura. Stesso discorso per Twitch, la celebre piattaforma di streaming di videogame che negli ultimi anni ha battuto ogni record. Gli streamer di Twitch sono aumentati progressivamente fra i gamers ma anche fra i professionisti del poker, con canali di giocatori famosi, così come streamer meno conosciuti che hanno trovato un proprio spazio all’interno della piattaforma. Un collasso della rete provocherebbe un danno irreparabile in termini economici e di immagine. Le comunicazioni stesse risentirebbero in maniera negativa dell’eventuale innalzamento del livello del mare, là dove centri come Miami, Seattle e in particolare New York sono hub essenziali nella trasmissione di news e contenuti.

Citiamo questi centri perché emergono dallo studio dei tre ricercatori come quelli più vicini alla costa e quindi più vulnerabili alle conseguenze del cambiamento climatico. Ciò non toglie che le conseguenze si farebbero sentire non solo in queste aree. Le fragilità del sistema sono individuabili infatti anche in luoghi lontani dal mare. L'ondata di calore di cui l’Australia è stata vittima nel 2015 ha provocato un surriscaldamento dei data center e un conseguente blocco della rete Internet per un periodo prolungato. Quello che appare evidente dallo studio delle due università è la fragilità stessa del nostro sistema che sembra impreparato a gestire un futuro sempre più imprevedibile. La necessità di ripensare il nostro attuale sistema dei consumi è dunque fondamentale se vogliamo mantenere l’efficienza di una rete come oggi la conosciamo. E del resto scegliere di rinunciarvi è ancora più fantascientifico degli scenari più catastrofici. Adottare delle contromisure non è più un’opzione, ma una necessità.

Potrebbe risultare utile a questo proposito leggere o rileggere il classico di Jared Diamond Collasso. Come le società scelgono di vivere o morire. Un saggio illuminante che ci spiega con ricchezza di dettagli e informazioni come società del passato e del presente hanno risposto in maniera diversa ai cambiamenti ambientali che si sono trovate ad affrontare. La risposta a simili domande non sempre è stata positiva per le diverse società e fare tesoro di simili lezioni è il primo passo per riconoscere la necessità di un cambiamento.

 

ip

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